Guendouzi si è preso la Lazio e con Sarri promette scintille
Arrivato in estate come centrocampista di quantità, Mateo Guendouzi sta prendendo per mano la compagine biancoceleste. E ora i bonus…
Mateo Guendouzi è arrivato in Serie A, alla Lazio, in estate dopo un corteggiamento durato un po’ di mesi. L’etichetta era quella del centrocampista di quantità, giovane nonostante l’esperienza internazionale maturata. Non il naturale sostituto di Milinkovic-Savic, dunque, ma un buon elemento che – insieme all’inizialmente più quotato Kamada – avrebbe dovuto completare il reparto, rimasto orfano del campione serbo. Ma le cose sono cambiate e stanno cambiando sempre di più.
Il centrocampista francese, infatti, complice il tardivo adattamento (tattico e ambientale) di Kamada, si è ritagliato un ruolo da protagonista nello scacchiere biancoceleste, diventando via via sempre più imprescindibile. Con lui e Rovella il reparto ha ritrovato un equilibrio che sembrava aver perso: polmoni, corsa, interdizione, ma non solo. Nelle ultime uscite, infatti, sta mostrando una sempre più intensa tendenza all’inserimento offensivo, tendenza culminata con i due gol al Genoa e all’Empoli, rispettivamente in Coppa Italia e in campionato. E in questo non può che esserci la mano di Sarri.
Conoscendo l’abitudine del tecnico toscano di modellare i propri giocatori per renderli funzionali al suo gioco, non è difficile pensare che abbia visto in Guendouzi le giuste qualità per renderlo il perfetto “tuttocampista” capace di dare equilibrio alla squadra in fase di non possesso, garantendo al contempo un importante supporto offensivo, sia senza palla che in fase di costruzione. Oltre ai due polmoni di ferro, infatti, il francese ha dimostrato di avere una più che discreta tecnica e un buon calcio con entrambi i piedi (dimostrato anche dal gol col Napoli all’esordio, ingiustamente annullato). Se la strada dovesse essere questa, dunque, per Guendouzi si aprirebbero le porte di uno scenario nuovo, in un ruolo che sembra abbastanza capace di interpretare, per qualità tecniche e fisiche, ma anche per determinazione e voglia di mettersi in gioco. E chissà se anche i fantallenatori possano ritrovarsi in casa un piacevole quanto inaspettato secondo slot di centrocampo…

